mercoledì 13 ottobre 2010

6 miliardi di mondi invisibili

Proprio ieri, qui a Roma, c'è stata un'aggressione in metropolitana alla fermata Anagnina della linea A.
L'articolo spiega cosa sia successo, riportandone anche il video delle telecamere a circuito chiuso della metro. Beh ... il video è chiarissimo e parla da solo.

Rifletto, per l'ennesima volta, su  tutte quelle persone che passavano nella metro proseguendo oltre la donna, stesa a terra dal pugno del ventenne pregiudicato. Escono in massa dalla metro, oppure ci entrano, e comunque in entrambe le direzioni nessuno si ferma. Mi sono sentito dire (e non è la prima volta che ascolto queste parole) "vabbè poteva essere una drogata o qualche senzatetto e la gente andando di fretta non si sarà fermata per questo". Si tenta insomma di giustificare sempre le non azioni, il non intervento, il mancato aiuto degli altri. Ma che vuol dire che se è una drogata non la si aiuta? Se una senzatetto nemmeno? Non è una giustificazione anzi, è una colpa ancora più grave l'indifferenza delle persone. Perchè non ha valore quella ragazza stesa a terra? Vale meno di noi? Anzi vale ancor meno delle nostre faccende quotidiane?  Può mai essere che i nostri impegni quotidiani, i nostri problemi giornalieri, i nostri appuntamenti, le nostre cose ci condizionano a tal modo dal prendere il sopravvento anche sul semplice gesto di  fermarsi a guardare giusto qualche minuto la persona stesa a terra? Perchè di questo si tratta: sembra che la persona in quanto tale non abbia valore o ne abbia di meno rispetto a tutto ciò che dobbiamo fare nella nostra giornata. Da più parti si dice che la gente ha paura a fermarsi non sapendo chi ci si trova davanti: che male può fare una donna stesa a terra? Può mai aggredirti o infilzarti con una siringa  mentre la si sta guardando?
E poi certo non è detto che se qualcuno si fosse fermato a guardare la donna l'avrebbe poi aiutata: avrebbe osservato solo per il piacere di osservare, per curiosità, e oltre l'indifferenza sarebbe arrivata anche la stronzata di riprenderla con il cellulare per mettere su youtube o su qualche blog.
Mondi invisibili: ce ne sono almeno 6miliardi. Ognuno si è costruito un mondo invisibile, ogni giorno se lo porta dietro vivendo la sua quotidianità con i paraocchi, al di fuori di questi non c'è spazio e tempo per nessuno. Forse non c'è nemmeno l'idea che esista qualcun altro e che, per il solo fatto di esistere, possa aver bisogno di noi.
Allora quando cammino per strada, quando viaggio quotidianamente quando, insomma, sto in mezzo agli altri rifletto su coloro che mi circondano. Prima trovavo spessissimo solo mediocrità e banalità, ora ci trovo anche il vuoto di personalità, l'indifferenza delle persone che le rende oggetti e non più essere umani.
Certo non tutti sono così, per fortuna ci sono le eccezioni. Ma questa fortuna è troppo poco, perchè l'eccezione non deve essere la regola. Le persone non dovrebbero essere così. Cosa costava a tutte quelle persone fermarsi, osservare la donna a terra, capire che aveva bisogno di aiuto, chiamare la polizia, provare ad avvicinarsi e, grande gesto (ironicamente) capire se avesse bisogno di aiuto? Lo si sarebbe capito subito e forse qualcuno ci si è avvicinato tanto da capirlo, ma nessuno comunque ha fatto nulla.
La colpa è di tutti loro, e di molti di noi (qualcuno di mia conoscenza avrebbe avuto lo stesso comportamento) che avrebbe fatto lo stesso andando via. Troppe le cose da fare in giornata, tutte troppo importanti.
Consideriamo poi che molte di queste persone magari sono credenti, praticano la chiesa, si rivolgono con odio ai musulmani, tutti a parole e a ideologie sono maestri. Nei fatti un semplice gesto lo fanno diventare preziosissimo nel trovarlo. Mentre guardavo il video aspettavo con trepidazione l'"eroe" che si sarebbe fermato ad aiutare quella ragazza di 32 anni aggredita. Ma non ho trovato nulla, nessuno se ne è importato. Nemmeno di una ragazza.
Alla fine la nostra esistenza su questo mondo è di breve durata, passeremo senza che molti se ne accorgano, come se fossimo noi quelli stesi a terra nell'indifferenza generale. Almeno noi dovremmo provare a fare qualcosa per gli altri. Ma non abbiamo tempo, le nostre cose sono troppo importanti. Ma per chi?
L'unica cosa importante non è stata fatta e la giornata di quelle persone in viaggio nella metro è passata come tutte le altre, uguale ai giorni precedenti.
Ma forse non hanno nemmeno il tempo per riflettere su questo!

Luca Tescione

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